CRONACACULTURA E SPETTACOLI

Addio a Franco Battiato – La musica perde la sua parte di sapienza filosofica

(di Marino Flavio Lombardi) E’ scomparso così, senza dir nulla e, secondo alcuni, senza nemmeno accorgersi del passaggio, la mattina del 18 maggio 2021, il grande cantautore siciliano Franco Battiato, all’età di 76 anni nella sua casa di Milo in provincia di Catania. Grande artista eclettico a tutto tondo, Battiato ha affrontato e sperimentato non solo i più assurdi e svariati generi musicali, ma anche tutte le forme d’arte, come il cinema, la recitazione, la scrittura e la pittura. La sua avventura artistica ha inizio negli anni 60 a Milano, dove si trasferisce, qui inizia a suonare nei classici club molto alla moda in quell’epoca, tra i quali il mitico Club64, frequentato da altri artisti, cantanti e musicisti, quali Enzo Iannacci, Bruno Lauzi, Renato Pozzetto e Giorgio Gaber, quest’ultimo viene colpito dal carisma dello sconosciuto Francesco, infatti sarà proprio Gaber a suggerire di cambiare il nome in Franco per non confondersi con Francesco Guccini. Dal genere di protesta passa ad uno stile romantico per raggiungere il grande pubblico, per poi tuffarsi totalmente nella musica d’avanguardia sperimentale nella prima metà degli anni 70, collaborando con varie notorietà musicali in molti progetti; in quegli anni incontra il violinista Giusto Pio, con il quale aprirà un sodalizio artistico e di amicizia che durerà per sempre; verso la fine degli anni 70 Battiato torna al genere  pop, mantenendo vivo il suo interesse per il sufismo, una dimensione mistica della religione islamica, alla quale aderirà intensamente; la musica di questo periodo è molto particolare, in uno stile dove tutto ha senso o non può averlo, testi e musica non sono in sintonia semantica ma esprimono sensazioni indipendenti,restando unite ed armoniche allo stesso tempo, L’era del cinghiale bianco del 1979 segna una svolta nella fusione con la New Wave; nel 1980 è la volta dell’album Patriots. Il grande successo arriva per il cantautore nel 1981, con l’uscita dell’album La voce del padrone, che contiene i suoi successi maggiori, come Cuccurucucu; il singolo Voglio vederti danzare, Centro di gravità permanente. Nella seconda metà degli anni 80 Battiato affronta temi di fantascienza, ribadendo le sue teorie filosofiche sulla nostra esistenza e i mondi lontani, che in realtà sarebbero dentro di noi in un livello di coscienza inesplorato. Nel 1989 torna alla musica leggera più commerciale con l’album Fisiognomica, oltre ad essere il primo cantautore di questa tipologia ad essere chiamato da Giovanni Paolo II per dirigere l’orchestra vaticana. Battiato ha composto una musica esoterica, magica, misteriosa, sperimentando generi che solitamente vengono affrontati nelle arti visive; il misticismo, la magia, l’inconscio, la reincarnazione, temi profondi come questi vengono espressi attraverso le parole che fanno da ponte con la musica; il suo culto del sapere era infinito, la cultura era il suo principale nutrimento artistico; dote che pochissimi cantanti hanno dimostrato di possedere, nonostante ciò ha affrontato tutti i generi, anche commerciali, rifiutando però le culture di massa e la mondanità, cosa molto difficile quando si diventa una notorietà. Convinto sostenitore di una continua reincarnazione in un eterno divenire, in un intervista del 2014 proprio nella nostra amata Bari, aveva dichiarato di avere netti ricordi di vite precedenti vissute dal suo stesso essere energetico, pensieri che hanno portato a canzoni tipo Shock in my town, dall’album Gommalacca, dove al riff di chitarra si fondono suoni elettronici distorti e cori spettrali. Battiato ha anche girato tre film da regista, Perdutoamor, (2003); Musikanten, (2005); Niente è come sembra, (2007); curandone anche le colonne sonore; ha partecipato come attore in qualche spettacolo teatrale, Molto rumore per nulla, di Shakespeare (1973); l’incontro con il filosofo Manlio Sgalambro porta il cantante ad una collaborazione in vari spettacoli sul palcoscenico, come l’opera lirica Il cavaliere dell’intelletto. Approda anche alla pittura dipingendo opere olio su tela che rappresentano tendenzialmente Sufi e Dervisci, sempre legati alla sua passione per la cultura islamica, organizzando mostre personali in tutto il mondo. Franco Battiato soffriva da tempo di una malattia, che i parenti hanno sempre voluto non divulgare mantenendo il riserbo più assoluto; alcuni asseriscono fosse il morbo di Alzheimer, altri un malattia rara, alla fine l’unica cosa certa della quale siamo venuti a conoscenza purtroppo è stata la sua morte; per una personalità così profonda, sensibile, che aveva fatto del sapere l’essenza della sua esistenza, deve essere stata davvero una crudeltà prendere coscienza di non esserlo più, ammesso che fosse ancora in grado di intendere al momento del trapasso, molti sostengono non lo fosse più da tempo.

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