L’EDITORIALE

Ragazza toscana di 23 anni vaccinata con sei dosi – Errore sanitario?

(di Marino Flavio Lombardi) Massa – Domenica 9 maggio, ore 10 di mattina, Virginia, una ragazza di 23 anni specializzanda in psicologia clinica si reca all’ospedale Noa, per sottoporsi a vaccinazione; le è stato chiesto di farlo per proseguire uno stage; qualcosa però non va per il verso giusto. La dose che la studentessa deve iniettarsi è della Pfizer, dopo averla assunta, gli sguardi dell’infermiera e del medico non presagiscono nulla di buono, Virginia si impaurisce e impallidisce, le dicono di uscire un attimo dall’infermeria, quando rientra le viene comunicato che sarà tenuta in osservazione per 24 ore; alla fine medico e infermiera confessano l’errore: le sono state somministrate sei dosi di vaccino in un’unica siringa; la povera ragazza è agitatissima e preoccupata; torna a casa nelle braccia della mamma, ha dolori, giramenti di testa, emicrania e febbre; confessa tutto in un’intervista. Ora, tralasciando il fatto che possa sembrare una trama degna di un film di Quentin Tarantino, tra esperimenti biologici e mad doctors, come possa essere stato mai possibile iniettare nel braccio di una povera ragazza sei dosi scambiate per una? La Toscana è già una regione colma di misteri, ma davvero riesce alquanto difficile anche solo interpretare un incidente simile. La madre della studentessa, per giunta avvocato, ha subito ribadito che non intende esporre alcuna denuncia penale ne per l’infermiera ne per il medico, e che solo in caso di gravi conseguenze future sulla salute di Virginia, si procederà contro le autorità sanitarie dell’ospedale. Errore unano? Destino della ragazza? Davvero è difficile rispondere ad una domanda del genere; uno dei tanti casi che ormai ci lasciano un pò perplessi su questa vaccinazione di massa che i governi stanno attuando da qualche mese; gente che non intende vaccinarsi, altri che hanno paura, altri che si fidano ciecamente; un fatto è certo, un episodio così paradossale rende ancor più grottesca la drammatica situazione di questa pandemia che non lascia più in pace il mondo da più di un anno. In una situazione simile medico e infermiera dovrebbero essere pienamente responsabili dell’errore e risarcire la famiglia ma bisogna giungere al cuore dell’accaduto per poter accusare qualcuno. Rispettando i principi costituzionali, ognuno dovrebbe avere libertà di scelta sulla questione se vaccinarsi o meno, assumendosi ovviamente le proprie responsabilità, oltretutto esistono altri mezzi per verificare se un soggetto sia affetto da tale patologia o se ne sia stato precedentemente contagiato. E’ evidente una vera e propria guerra mondiale tra le case farmaceutiche, tra chi offre il prezzo migliore, chi il principio attivo più efficace, chi produce vaccino con meno effetti collaterali; in tutta questa storia molti dimenticano che i vaccini al momento sono del tutto ancora sperimentali; girano voci che la responsabilità sia solo ed esclusivamente di chi se lo inietta, firmando un foglio. Auguriamoci comunque la cosa più importante, cioè che la nostra Virginia presto possa tornare al suo stage in piena salute, dopo il forte spavento subito in ospedale.

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