L’EDITORIALE

La morte di Gianni Colajemma lascia un vuoto nella tradizione del vernacolo barese

(di Marino Flavio Lombardi) Attore teatrale e cinematografico, regista di tantissime commedie in vernacolo barese, Gianni Colajemma è stato uno dei pilastri della nostra cultura ancestrale, plasmabile sia per la televisione che per il contatto diretto con il pubblico, nel 1991 aveva fondato il teatro Barium, palcoscenico delle rappresentazioni dialettali in versione metaforica dei mille problemi e delle ansie che affliggono la nostra società non solo nostrana, mettendo sulla scena opere teatrali di grandi autori della nostra terra, molti ricorderanno una delle sue recenti rappresentazioni, Un barese a New York, e ancora Il sindaco sono io, Babilonia, Dongiovanni, Bari land e molti altri. Molto amato dal pubblico per la sua innata simpatia anche nella vita di tutti i giorni, Colajemma era diventato un cult nell’ultimo decennio, grazie alla sua magistrale interpretazione nel serial televisivo di Antenna Sud, E.R. Medici al capolinea, nel quale interpretava l’appassito delinquente “Picciafuoco”, innamorato del suo letto d’ospedale e disposto a trovare mille espedienti sull’orlo del surreale pur di restare il paziente eterno ed essere di conforto ad altri ammalati, forse l’unico posto in cui si sentiva bene; metafora dolce amara della vita; torturando oltretutto il suo compagno di stanza, “Panza”, magistralmente interpretato da Nico Salatino; precedentemente aveva vestito i panni uno squattrinato un po’  parassita che vive in una famiglia altrettanto squattrinata, nel serial Tutti a casa, in compagnia del grande Pinuccio Sinisi; aveva assunto varie volte il ruolo di direttore artistico del corteo storico della festa del Santo patrono San Nicola, oltre ad aver interpretato il ruolo di un amministratore di condominio poco pulito nel serial U condominjie, col compianto Mino Barbarese. Un artista a tutto tondo, che ha amato la sua Bari infinitamente, senza forse essere stato pienamente ricambiato, ma questo si sa, fa parte della vita di ogni artista. Grande il cordoglio dei cittadini e del sindaco Antonio De Caro: “Bari piange la scomparsa di uno dei protagonisti del teatro popolare e vernacolare barese  Gianni Colajemma, con la sua trascinante comicità, ha interpretato la baresità facendo divertire adulti e bambini. È stato un operatore culturale schietto e autentico, appassionato del suo lavoro, è stato autore e promotore di un genere teatrale particolare e identitario, apprezzato non solo a Bari. Ci mancherà la sua arte, ci mancherà il suo teatro, ci mancherà anche la sua verve polemica, ci mancherà il suo dissacrante modo di rappresentare il potere, ci mancherà la sua contagiosa e travolgente risata. Il mio abbraccio va alla sua famiglia, a cui voglio assicurare che il ricordo di Gianni non lascerà mai i palcoscenici della nostra città”. Troppi forse gli attori del nostro cuore vernacolare che ci stanno lasciando in questo periodo, sia per questa immonda pandemia, sia per l’età o per malattie; artisti così non vengono più, ed è davvero un’ingiustizia che si perdano in  questo triste modo, a 62 anni, per un tumore aggravato da un’infezione da covid. Bari ha bisogno di questi grandi artisti per restare in vita, soprattutto in questo periodo così difficoltoso senza precedenti nella storia del mondo.

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