L’EDITORIALE

3 dicembre 2020 – Giornata Internazionale delle persone con disabilità tra proposte didattiche ed epidemia

(di Marino Flavio Lombardi) Il 2020 sarà sicuramente un anno da dimenticare in ogni senso, segnato da lockdown di dubbia legittimità, completamente incuranti dei gravi problemi di cui tanta gente era ed è afflitta, migliaia di morti, dei quali non si sono più avute notizie, fosse comuni, a detta di alcuni; in tutta questa mesta cornice, oggi 3 dicembre 2020, ricorre la giornata Internazionale delle Persone con Disabilità. In un anno in cui molti si sono dimenticati dei disabili, dei malati di tumore, e di migliaia di altri soggetti afflitti da svariate patologie, è stata avviata una proposta didattica per cercare di arginare e migliorare il gravissimo problema dei disabili all’interno delle scuole di ogni ordine e grado, già di per sé reso impervio e contorto dalle normative poste in essere negli ultimi anni (riforme Tremonti-Gelmini), nelle quali è stato perseguito l’obiettivo molto poco didattico di ammassare un’ingente numero di ragazzi in una sola aula, con risultati negativi soprattutto per i ragazzi affetti da disabilità e disagi sociali, creando spesso confusione e disattenzione. L’iniziativa è del CNDDU (Coordinamento Nazionale dei Docenti della Disciplina dei Diritti Umani) e mira ad un ampliamento della sfera di sensibilità nei confronti di questo tema da parte di tutti, docenti, genitori e l’intera popolazione; consiste in un elaborato artistico che ogni alunno disabile ha svolto in sinergia con l’intera classe e i propri compagni, ognuno in base alla propria esperienza vissuta durante l’epoca della pandemia, con un disegno, una foto, un testo musicale etc. Oltre alla situazione pandemica, la DaD (Didattica a Distanza) non ha certo favorito la solidarietà dell’incontro e la socializzazione di persone affette da disabilità fisica o mentale, con l’allontanamento degli insegnanti di sostegno, già scarsi in numero anche per i difficoltosi e del tutto immotivati percorsi che conseguono all’abilitazione di tale titolo, utilissimi e fondamentali ad esempio per i ragazzi con bisogni educativi speciali (BES), i quali hanno subito gravi conseguenze per l’allontanamento dei propri professori, spesso dotati di un lato umano purtroppo raro soprattutto oggi; molti sostengono invece che tale metodo abbia integrato la socializzazione oltre le normali aspettative. La giornata della disabilità è stata istituita dall’ONU nel 1981, in occasione dell’anno Internazionale delle Persone Disabili; quest’anno il tema scelto dalla stessa ONU è stato “Ricostruire meglio: verso un mondo post Covid-19 inclusivo della disabilità, accessibile e sostenibile”, nel tentativo di conciliare la drammatica situazione del virus con il sostenere la continua evoluzione in materia di disabilità; il mondo non deve arrestarsi ma interagire ed evolversi verso una sempre più consapevolezza nel risolvere le tante problematiche relative alle persone disabili, favorendo la loro l’integrazione e il loro l’inserimento a tutto tondo, non solo in ambito scolastico e lavorativo, ma anche sociale e culturale.

 

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