CRONACACULTURA E SPETTACOLI

Dario e Daria, la mitica coppia horror del cinema italiano si distacca: è morta l’attrice Daria Nicolodi – Aveva 70 anni – Dario Argento: “Ho perso il mio unico vero punto di riferimento”

(di Marino Flavio Lombardi) Roma – E’ morta questa mattina l’attrice Daria Nicolodi, dopo una lunga malattia che da tempo l’aveva allontanata dalle scene; a darne notizia l’ex marito, il regista Dario Argento. Nata a Firenze il 19 giugno del 1950, suo padre era un noto avvocato, sua madre, Fulvia Casella, era la figlia del noto compositore Alfredo Casella, la giovanissima Daria si trasferisce a Roma verso la fine degli anni 60, qui incontra lo scultore e scenografo Mario Ceroli, dal quale avrà una figlia nel 1972, Anna, morta purtroppo in un incidente stradale nel 1994; le sue prime esperienze cinematografiche nella capitale risalgono all’incontro con il regista Carmelo Bene, che la scrittura per il film Salomè (1972); al quale segue La proprietà non è un furto (1973), di Elio Petri; sempre nel 1972 partecipa ad alcuni sceneggiati televisivi della Rai, come I Nicotera e Saturnino Farandola. Ma la svolta decisiva della sua carriera di attrice avviene nella primavera del 1974 quando, su suggerimento dello sceneggiatore Bernardino Zapponi, partecipa ai casting del film Profondo rosso, opera che avrebbe consacrato agli altari della storia del cinema sia il regista romano che la stessa Nicolodi, la quale raggiunge gli studi De Paolis per sottoporsi al provino e viene alquanto criticata dallo stesso Argento per il modo in cui ha laccato i capelli “Oh Dio! che hai combinato? Sembra che tu abbia i capelli di zucchero filato!” esordisce il regista; il ruolo della giornalista Gianna Brezzi le calza a pennello e sul set di Profondo rosso nasce anche la loro relazione sentimentale che porterà alla nascita di Asia nel 1975; seguono tutti gli altri film di Argento, Suspiria (1977), del quale è sceneggiatrice perchè ispirato oltre al Suspiria De Profundis, ai racconti tenebrosi che sua nonna le raccontava quando era bambina, ma un incidente le impedisce di essere protagonista della stessa pellicola; seguono Inferno (1980), Tenebre (1982), Phenomena (1985) e Opera (1987); un sodalizio artistico e sentimentale molto forte, che sembra compensare i due, durato dodici anni, fino al 1987. Daria Nicolodi  partecipa a numerose altre produzioni, come Shock (1977) e La Venere d’Ille (1978), entrambi del grande maestro Mario Bava; Il minestrone (1981), Sergio Citti; Le foto di Gioia (1987), di Lamberto Bava; Paganini horror (1989), di Luigi Cozzi; La setta (1991), di Michele Soavi; La Fine è nota (1993), di Cristina Comencini; Maccheroni (1985), di Ettore Scola; La parola amore esiste (1998), di Mimmo Calopresti; Viola bacia tutti (1997), di Giovanni Veronesi, in cui la protagonista è la stessa figlia Asia; riceve una parte anche in una puntata della serie televisiva americana Il mostro di Firenze (2009), prodotto dalla Fox Italia. Daria Nicolodi prende parte in varie opere teatrali, come La commedia di Gaetanaccio (1978), diretta da Luigi Magni, insieme a Gigi Proietti, con il debutto al Teatro Sistina di Roma; in alcuni spettacoli della coppia Garinei-Giovannini; all’Eliseo di Roma. Il 23 giugno del 1985 accade un episodio poco piacevole alla coppia Dario e Daria, quando vengono fermati e sorpresi con 23 grammi di hashish proibito e arrestati per due giorni, successivamente l’equivoco viene chiarito, perchè la quantità da loro detenuta è solo per uso personale. Dopo il film Opera del 1987, la coppia si separa, sua figlia Asia resta con lei. Continua la sua carriera di attrice comparendo in un altro film di Argento, La terza madre (2007). Argento-Nicolodi è stata una delle coppie artistico sentimentali più particolari nella storia del cinema italiano, così come il sodalizio Fellini-Masina; arte, amore e sentimento, tre ingredienti indispensabili per dare il massimo delle proprie doti geniali. Daria ci lascia così, in silenzio, riservata come lo era sempre stata nella vita; sua figlia Asia oggi ha voluto omaggiare sua madre postando una frase su Instagram: “Riposa in pace mamma adorata. Ora puoi volare libera con il tuo grande spirito e non dovrai più soffrire”

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