CULTURA E SPETTACOLI

Il western risorge in Puglia – Imminenti le riprese di una serie internazionale

(di Marino Flavio Lombardi) Il cinema western è sempre stato un genere particolare nella storia del cinema, molto amato in tempi passati, dalle grandi praterie impresse dal grande John Ford in Ombre rosse (1939) e Sentieri selvaggi (1956), agli scenari più drammatico grotteschi delle avventure di Sergio Leone con Il buono il brutto il cattivo (1966), Per un pugno di dollari (1964) Per qualche dollaro in più (1965); forse meno amato negli ultimi decenni, se si esclude qualche rara escursione di registi coraggiosi, come George Pan Cosmatos e Kevin Jarre con il loro Tombstone (1993), ma sempre apprezzato da certo tipo di pubblico. In Italia sulla scia dei capolavori leoniani si è avuta un’intensa stagione a cavallo tra gli anni sessanta e settanta, con i film di Duccio Tessari e altri, ma nel tempo il pubblico di questo genere si è sempre più affievolito, così come l’interesse dei produttori nell’investire in tali tipi di film. Per questo ci sembra davvero un’evento eccezionale, che appare riportarci indietro nel tempo, la notizia appresa qualche giorno fa dell’imminente progetto di realizzare una serie western dal sapore internazionale che a detta verrà girata in Puglia, dal titolo That dirty black bag (Quella sporca sacca nera); per quanto ne sappiamo gli autori degli otto episodi dovrebbero essere Marcello Izzo, Mauro Aragoni e Silvia Ebreul;  la trama non è chiaramente nota ma dovrebbe trattare di una serie di protagonisti che attraverseranno un’arida regione e combatteranno per sopravviverci con una serie di avventure che metteranno a dura prova la loro resistenza. Potrebbe essere l’alba di una nuova era per il western, ormai quasi sepolto, con un salto dalle terre deserte e sconfinate dell’Arizona e della California hollywoodiana alla nostra rigogliosa e solare Puglia, terra ormai di conquista per tutti i cineasti al livello mondiale. Protagonista delle location sarà ovviamente la terra pugliese, probabilmente nella fattispecie il sub appennino dauno, la provincia di Foggia e il Salento, la prima molto adatta a certi tipi di scenari che inducono ad un pensiero di desolazione con le meravigliose estensioni di grano a perdita d’occhio oltre poggi e colline, con pezzi di terra arida che si perdono all’orizzonte; la penisola salentina con le sue lunghe terre silenziose tra ombre e venti leggeri. Le riprese dovrebbero cominciare nello stesso autunno e dovrebbero interessare diverse settimane di lavorazione, tutto girato in lingua inglese. La produzione è organizzata dalla ormai nota in Puglia casa di produzione Palomar (Braccialetti rossi, Il capitano Maria) in collaborazione con Apulia Film Commission e in coproduzione con la Bron Studios.

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