L’EDITORIALE

Ennio Morricone – Il cinema ha perso una leggenda musicale che non si spegnerà mai

(di Marino Flavio Lombardi) Il 6 Luglio scorso Roma, così come tutto il mondo, ha perso una delle figure più leggendarie della storia della musica nel cinema. Ennio Morricone si è spento  all’età di 81 anni  in una clinica romana a causa di una caduta accidentale, i suoi funerali si sono svolti in forma riservata e privata, come era sempre stata la volontà del compositore, che non amava disturbare nessuno nella sua raffinata riservatezza; tra le notorietà il regista Giuseppe Tornatore, suo intimo amico, amici e parenti; il rito è stato coronato dalle note di sua composizione per un film che ha sempre amato particolarmente, Mission, di Roland Joffé (1986). Nato a Roma il 10 Novembre del 1928, si iscrive al conservatorio romano di Santa Cecilia, specializzandosi in composizione, direzione di banda e musica per coro. Nel 1964 entra come componente del gruppo sperimentale Nuova Consonanza, ma è nel 1961 che incontra la sua grande occasione nel mondo del cinema, dove avrà modo di scrivere le note del suo primo film, Il federale, di Luciano Salce, contemporaneamente collabora per comporre molti dei successi di pellicola di quei mitici anni ’60, dai film di Gianni Morandi a Mina. Il lunghissimo sodalizio con il mondo del cinema si conclama quando viene scritturato da uno dei più grandi maestri del western di tutti i tempi, Sergio Leone, del quale diverrà il compositore indiscusso, firmando capolavori quali Il buono, il brutto, il cattivo (1966); Giù la testa(1971), Per un pugno di dollari (1964), C’era una volta il west (1968), C’era una volta in America (1984); ma la sfilza di registi che chiederà la sua mano compositrice è vastissima, da Novecento (1976), di Bernardo Bertolucci, a I pugni in tasca (1965) di Marco Bellocchio, da La battaglia di Algeri (1966), di Gillo Pontecorvo a Uccellacci e uccellini (1966) di Pier Paolo Pasolini; Metti una sera a cena (1969), di Giuseppe Patroni Griffi per approdare al premio Oscar con le musiche per Nuovo Cinema Paradiso (1988) di Giuseppe Tornatore; e ancora la collaborazione per Gli intoccabili (1987) di Brian De Palma; le malinconiche e angoscianti note per la trilogia sugli animali di Dario Argento, L’uccello dalle piume di cristallo (1970), film d’esordio del maestro del brivido, Il gatto a nove code (1971), Quattro mosche di velluto grigio (1971), Morricone riceveva il giovanissimo Argento nella sua villa di Casale di Mentana alle porte di Roma, zona residenziale frequentata da gente di cinema agli inizi degli anni ’70 e del quale era anche vicino di casa; nel 2007 arriva l’Oscar alla carriera, un traguardo meritatissimo, nel 2016 compone le musiche per un film di Quentin Tarantino, The hateful eight, il regista di Pulp Fiction ha addirittura ripreso il tema morriconiano de L’uccello dalle piume di cristallo di Dario Argento in un suo film, omaggiando entrambi in una scena di disperata desolazione di una strada assolata americana, nel film Grindhouse (2007). Una carriera strepitosa, piena di concerti, premi e soddisfazioni in tutto il mondo, Morricone era diventato non solo il compositore di musiche da film, ma un’istituzione in materia di suoni e sensazioni, un geniale creatore di atmosfere unico nei cento anni di storia del cinema difficilmente ripetibile, soprattutto in un’epoca in cui ormai di cinema ce n’è rimasto ben poco; le sue note continuano a far commuovere milioni di persone così come siamo sicuri avverrà in futuro; geni così si dice ne nascano uno per secolo, l’Italia ne ha avuti certo altri ma restano comunque contabili sulle punte delle dita. Ennio Morricone è stato protagonista vivo musicale della seconda metà del Novecento, rappresentandola con le note, quasi tutte nate nella sua amata Roma, città eterna e portatrice di misteri e segreti infiniti, vincendo tre Grammy Award, tre Golden Globe, dieci David di Donatello, sei Bafta, undici nastri d’argento, due European Film Award, un Leone d’Oro alla carriera, un Polar Music Prize, vendendo oltre 70 milioni di dischi e componendo circa 500 titoli tra colonne sonore e opere musicali.

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