CULTURA E SPETTACOLI

Tolo Tolo: Checco Zalone alla sua prima regia sbanca ancora il botteghino con incassi record: 18 milioni di euro in 4 giorni

(di Marino Flavio Lombardi) Ci risiamo, dopo due anni, Checco Zalone porta il suo ultimo film nelle sale, ed è subito concorrenza agli incassi delle produzioni hollywoodiane mondiali ma anche polemica; Tolo tolo, è uscito l’1 gennaio e nel solo primo giorno di programmazione ha incassato circa 9 milioni di euro, poco meno rispetto al precedente Quo vado? che incassò circa 23 milioni. Un film dibattuto, le polemiche non sono mancate e non mancano, la critica si sta sbizzarrendo in ogni senso; c’è chi accusa Zalone di aver impresso un’idea razzista, chi dice il contrario, che sia un film pro immigrati. A creare un po’ di confusione pare sia stata anche l’uscita del video musicale dal titolo Immigrato, nel quale lo spettatore ha percepito un’impronta nazionalista, oltre ad averlo scambiato per il trailer o il teaser del film stesso; nulla di tutto ciò, il video è un’opera a parte, che forse ha funzionato come deterrente per spingere il pubblico immediatamente nelle sale. Il film sembra abbia deluso alcuni fans, che si aspettavano risate a cascata, che in realtà in questo film non ci sono, sembra che Zalone abbia deciso di scavare un po’ più nel profondo questa volta, per l’altro verso altri spettatori sembra siano stati contenti di aver scoperto uno Zalone più attento e riflessivo su un tema delicatissimo come quello contemporaneo dell’immigrazione; per certa critica l’autore ha scavato e scoperto delle corde che nei precedenti film era impossibile trovare, per altri è stato un vano e  miserabile tentativo di fare il regista serio. Qualche critico cinematografico ha asserito addirittura che Checco Zalone stia calcando le orme di Alberto Sordi, con il suo personaggio in un certo senso antipatico, perfino un po’ razzista, ma di spessore drammatico. L’idea del soggetto in realtà è di Paolo Virzì, durante lo sviluppo della sceneggiatura però Checco Zalone ha preso la mano e si è capito che sarebbe stato diretto da quest’ultimo, però la parte più impegnata di Virzì forse si vede. La prima esperienza registica di Zalone è per un certo senso classica, con riprese che non destano stupore nei cinefili appassionati della tecnica ma comunque di buona professionalità, fotografato da Fabio Zamarion, già reduce da un’esperienza pugliese nel 2019 con la fiction girata a Bari Passeggeri notturni; le battute comiche ci sono ma molto meno rispetto alle pellicole precedenti, a momenti la storia cala ma poi risale con qualche battuta amara; insomma uno Zalone che forse non ci si aspettava per un certo senso, impegnato ma che in realtà forse non centra in pieno l’obiettivo, il calo di comicità non è consentito ad autori come lui che sono nati dal cabaret, le cose buone ci sono ma non si è capito bene se siano un’accusa o solo una scusa per fare spettacolo. Il film ha impegnato il cast per venti settimane di lavorazione, dal Kenya al Marocco, passando per Malta e l’Italia, con riprese a Bari, in Puglia, Roma e Trieste, per un budget di circa 20 milioni di euro. Staremo a vedere cosa succede nei prossimi giorni. Resta il fatto che Checco Zalone ha genialmente centrato ancora in pieno l’obiettivo, puntando l’occhio su uno dei temi più scottanti dell’Italia contemporanea ed esprimendola secondo la sua sensibilità e la sua visione. In ogni caso ci auguriamo che Zalone resti il comico esilarante con le geniali doti con le quali è nato e che un paese come Capurso resti orgoglioso di un personaggio che è riuscito comunque a sbancare i botteghini d’Italia anche sui famigerati film americani senza tempo.

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