CULTURA E SPETTACOLI

Arte a Giovinazzo, tutte le forme del colore nelle personali di Fiore e Depalma

(di Nicola De Matteo) – Continuano nella Sala Marano dell’Istituto Vittorio Emanuele II le mostre personali delle artiste Annamaria Fiore e Vicky Depalma che hanno impreziosito l’estate giovinazzese. Testimonial d’eccezione al vernissage il noto attore teatrale Enrico Lo Verso e la regista Alessandra Pizzi (in foto). Si calcola in oltre duemila i visitatori, attesa anche la centralità del luogo espositivo che si affaccia nella centralissima piazza del Tritone di Giovinazzo. «Quadri che definiscono triangoli, cerchi, mezzelune in una sequenza pazzesca che sottolinea la diversificazione dei luoghi di Momo, così come voluto dall’artista Vicky Depalma – ha detto Nicola De Matteo, Delegato del Sindaco Metropolitano alla rivalutazione culturale dell’Istituto Vittorio Emanuele -; come quei rivoli di colore che indicano occhi e orecchie in ascolto di tutto. Forse un esercito di colori che si amalgamano col fervore delle ombre, il ballo delle case in bilico, la civetteria dei tetti. Tutto è molto materico, profondo e magico, come la rilettura del libro di Momo. Ti sembra di vedere la notte eppure la notte non esiste – ha continuato De Matteo – perché tutto è parte di un ermetico palinsesto. Negli spazi fantastici c’è odore di bosco, di pioggia, di gioco. C’è una trottola e fessure di luce. C’è un silenzio incredibile, eppure c’è vita, c’è passione, c’è il modo di Momo. Così si coglie lo spessore metafisico della pittura di Vicky Depalma» «L’arte di Annamaria Fiore si esprime attraverso 14 tele che riproducono prevalentemente strumenti musicali con una tecnica espressiva di arte contemporanea molto raffinata e piacevole – ha chiosato Nicola De Matteo – infatti ogni strumento musicale ha un senso ed è un linguaggio che, come molliche di pane disposte ordinatamente, diffonde e dissemina interazioni e ricordi e conversazioni mai interrotte. Anche la pausa caffè è un momento di rigenerazione e l’aroma che si diffonde nell’aria favorisce l’ispirazione, il confronto, il racconto di una vita. Proprio come Salvator Dalì che nel 1929 dipinse “Il Grande Masturbatore” – una delle sue opere più grandi e quotate – dove gli aspetti umani e quelli naturali subiscono una metamorfosi dove riaffiorano ossessioni e ricordi, inquietudini e bellezza. Contesti esistenti – ha concluso Nicola De Matteo – che invitano i visitatori ad emozionarsi dinanzi all’opera, così la pittura di Annamaria Fiore incanta e spalanca la porta alla immaginazione e alla fantasia che lievita in ognuno di noi» Le mostre rimarranno aperte fino al 24 agosto. Ingresso libero.

Onofrio D’Alesio Administrator
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