CULTURA E SPETTACOLI

8 marzo, “il sangue delle donne” nelle opere di 68 artiste

(di Marino Lombardi)- È stato presentato presso la mediateca regionale pugliese di Bari il libro dal titolo Il sangue delle donne, curato da Manuela De Leonardis ed edito da Postmedia Books. Si tratta di un curatissimo lavoro di raccolta di 68 artiste le quali hanno realizzato ciascuna un’opera su un panno di lino, usato appunto dalle donne fino ai primi del novecento per proteggersi dalle perdite di sangue mestruale, sul tema della donna, con le sue sofferenze, i suoi timori, gli abusi e le insensate vergogne, subìte nei secoli. È il frutto di un lavoro realizzato precedentemente, nel quale le pittrici hanno creato un soggetto per ogni panno, descrivendo le ingiustizie, come la rappresentazione del sangue che, diversamente da quello maschile, che generalmente rappresenta la forza e la potenza, ha rappresentato quasi sempre la vergogna, il tabù. Queste opere sono state esposte nel 2015 presso la Casa Internazionale delle Donne a Roma, nel 2016 ad una mostra tenutasi presso il Teatro Stabile Comunale di Isola del Liri, nel 2017 presso il Centro per L’Arte Contemporanea La Rocca di Umbertide a Perugia, presso la Galerija Forum di Zagabria, nel Monastero di San Benedetto di Conversano, nel 2018 presso Palazzo Fabioni di L’Aquila e nel reparto oncologico dell’ospedale SS. Annunziata di Chieti, ed esprimono la soggettività di ogni donna che ha dipinto l’assorbente a modo proprio, basandosi sui propri vissuti di semplice quotidianità abbinandoli ai temi femminili quali la nascita, la maternità, la menopausa, la violenza, il femminicidio. Insomma, il corpo della donna come lotta sociale e politica, in un evidente scorcio tipicamente femminista di rivalsa. Tutto questo oggi si è trasformato appunto in un libro, il quale è composto da vari testi di esperti del settore, come L’opera Ciclo (1974) di Mirella Bentivoglio, Rossella Alessandrucci, gallerista, Alberto Massarelli, psicanalista, Arianna Di Genova, storica dell’arte, Federica Formato, ricercatrice in lingua di genere, Stefano Barchiesi, Ostetrico Ginecologo, Maria Cristina Gasperini, esperta di lingue e letterature giapponesi, Rita Boini, giornalista, Nicky D’Attoma, scrittore; più un testo critico a cura di Manuela De Leonardis e una poesia di Valerie Formariello e la copertina di Un’espressione nuova, di Suzanne Santoro del 1972. Il progetto è stato sostenuto dalla fondazione Pasquale Battista nelle veci di Annalisa Zito. Prossimi appuntamenti il 15 marzo presso la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, il 5 Aprile al Museo della Fotografia di Napoli; 16 Maggio Museo d’Arte Contemporanea di Roma; 5 Settembre Auditorium Vallisa di Bari.

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