CULTURA E SPETTACOLI

Triggiano, Gero Grassi svela le verità sul caso Moro

(di Marino Lombardi) – Si è tenuto presso l’auditorium del centro polifunzionale e culturale l’incontro con l’on. Gero Grassi, il quale ha esposto al pubblico un mesto, scioccante e dettagliato elenco di fatti, nomi, protagonisti e personaggi, che hanno riguardato il triste destino dello statista della democrazia cristiana Aldo Moro, nel delicato periodo dell’Italia degli anni di piombo. Grassi ha ribadito come siano andati realmente i fatti secondo gli atti processuali da lui consultati ed attentamente studiati, circa sei milioni di pagine. Un immenso ed intenso lavoro fatto con dovizia, che testimoniano la voglia di cercare e sapere la verità, senza mai arrendersi. Il caso Moro è uno dei tanti, grandi e bui misteri dell’Italia del dopoguerra, che purtroppo ancora oggi non è stato né risolto né chiuso. È questo l’obiettivo di Grassi, non stancarsi mai di andare in giro a dire la verità su quello che realmente è accaduto quarant’anni fa nelle alte sfere della politica italiana ed estera. Durante il dibattito sono venuti alla luce nomi eccellenti, tutti documentati agli atti delle commissioni parlamentari, come l’allora ministro dell’interno Francesco Cossiga, il quale ebbe una telefonata dal segretario di stato americano Henry Kissinger, il quale gli ordinò di non far nulla per salvare Moro, ovvero la famosa via della ‘fermezza’, l’insensibilità viscida dell’onorevole Giulio Andreotti, la fondamentale collaborazione di Licio Gelli, capo della loggia massonica deviata P2 nell’organizzazione del rapimento, il generale De Lorenzo, col suo già tentato colpo di stato Solo, e poi una sfilza di generali dell’esercito, dell’arma dei carabinieri, della polizia, del SIFAR, SISMI, ed ancora Antonio Segni, reo secondo Saragat, di essersi venduto ai servizi deviati, il cardinal Paul Marcinkus, responsabile della morte di Emanuela Orlandi. Secondo questi atti letti da Grassi, il rapimento sarebbe stato organizzato in un bar dei coniugi Olivetti, nelle vicinanze del luogo dell’agguato, gli assassini eranoaffiliati della n’ndrangheta calabrese molto allenati al tiro ed erano una ventina; Mario Moretti era solo un pagliaccio nelle mani dei servizi segreti, così come di contorno eranopersone come la Faranda. Un interesse multinazionale che faceva comodo a più personaggi eccellenti invece, l’uccisione di Moro, sulla quale si è cercato di stendere un velo di ipocrisia senza precedenti ma non ci si è riusciti e, dopo tanti anni l’interesse per la verità è ancora vivo. Un complotto mondiale che andava bene a tutti i potenti, e che portò addirittura, sempre a detta degli studi dell’on. Grassi, all’uccisione del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, in quanto sua moglie Emanuela Setti Carraro, possedeva la borsa nella quale erano custoditi i documenti relativi al rapimento. Una serata davvero stimolante, mediata dalla prof.ssa Maria Anna Lagioia, docente presso il liceo classico Socrate di Bari, alla presenza del sindaco dott. Antonio Donatelli e dell’assessora alla cultura Annamaria Campobasso.

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